martedì 25 maggio 2010

5月25日

Oggi volevo andare a vedere un altro museo ma sto ancora così così e sono sempre in fase rallentata.
Allora ne approfitto per mettermi in pari con questo diario! ^_____^

Sono contenta di averlo fatto, perché sabato notte parto per la nostra gita, starò via fino al sabato mattina dopo, e non mi porto il computer dietro, se non mi fossi messa in pari sarebbe diventato troppo e non ce l'avrei più fatta.

Domani la sorella di Kayoko, che vive in America ed era venuta qui a trovarla per un paio di settimane, riparte, e allora stasera, come è costume, cenone di sashimi...
Sono contenta di averla conosciuta, è una persona speciale, di quelle che mettono il buon umore, ha un'energia incredibile (ho chiesto anche a Kayoko qual'è il suo segreto...), ed è proprio simpatica. Chissà che non venga anche lei in Italia un giorno...
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5月24日

Oggi è lunedì e tutti i musei (nonché numerosi parchi) sono chiusi, avevo già deciso di starmene tranquilla a casa a sistemare le cose e studiare un po', ma in più sono anche entrata in quei giorni e quindi sono un po' a terra... (nonostante la colazione con la Yakisoba!)
Faccio un po' di cose ma come è normale sono un po' al rallentatore, passo il pomeriggio a leggere un po' di cose che ho comprato (in giapponese, ovvio).
Sono contenta che riesco a leggere molto di più di quando sono arrivata!
Fuori piove molto più forte di ieri e tira vento, è una giornata grigia, ma in casa a leggere con un bel té verde caldo si sta proprio bene...
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5月23日 ・ Museo Mitsuo Aida, Museo della Carta, Mostra su Munakata Shikou

Oggi riparto per un altro giro di musei!

La prima tappa è al palazzo futuristico dell'altro giorno, il Tokyo International Forum.
In fondo a questa immensa hall c'è il Museo Mituo Aida, completamente dedicato alla figura di questo calligrafo e scrittore, conosciutissimo qui in Giappone.
Che dire, non potevo cominciare la giornata meglio di così. L'allestimento è superbo e le sue opere pure, e nel giro delle 2 ore e passa che spendo lì me ne innamoro completamente.
All'uscita, sono nell'imbarazzo di cosa comprare, finché non vedo che ha fatto anche 2 libri un po' illustrati (dallo stesso contenuto serissimo però!).
E alla cassa mi danno una bustina-regalo, che poi non era altro che l'ingresso gratuito per il prossimo allestimento, che cambierà a metà di giugno. Così ci posso tornare, yatta!

Sono arrivata qui in metro, ma ora prendo il treno dalla stazione qui di fronte (è tutto studiato!) per andare verso il nord, a Oji. In questa località si trova il museo della carta.
Qui c'è tutto un allestimento che spiega come si produce la carta, come si ricicla e perchè (fatto molto bene, con i quiz da risolvere, le scatoline da aprire, i pulsanti da premere, insomma tutto quello che può essere fatto perché l'esperienza di imparare sia giocosa e non noiosa), e l'ultimo piano è dedicato alle origini e alla storia della carta.
Ci sono dei volontari in giro, anche qui sono signori in pensione, che lavoravano nella cartiera qui vicino, ed ora accompagnano i visitatori in giro.
Uno si avvicina timidamente anche a me, ha tutto un quaderno con le parole che gli servono tradotte dal giapponese all'inglese, ma quando mi chiede se capisco il giapponese è sollevato di sentire che la risposta è si, e mi spiega un po' di cose.

Questo piano è molto interessante, una delle cose più belle è questa vetrina di bamboline fatte di carta che illustrano proprio il processo per fabbricare la carta tradizionale giapponese, il Washi.
Poi è spiegato il modo di produrre delle carte particolari che si vedono spesso usate per la calligrafia.
C'è tutto un campionario dei vari tipi di carta giapponese, e infine è spiegato come si fa a realizzare una particolare carta con rilievi dorati usata nel periodo Meiji, cioè fine 1800 inizio 1900.
La tecnica di realizzazione di questa carta era andata perduta, ma recentemente un artigiano è riuscito a ricrearla, e la mostra temporanea è proprio su questo argomento.
E' incredibile, si fa fatica a credere che sia davvero carta, appunto.
C'è un video che fa vedere tutto il processo di realizzazione, che è lungo e difficile, per forza poi è carissima.

Ma sono le 2 e mi devo sbrigare, altrimenti rischio di perdere l'evento per il quale sono venuta qui proprio oggi. Tutti i fine settimana, a meno che non ci sia qualcos'altro in programma, è possibile partecipare a un piccolo workshop gratuito sulla produzione della carta, e quindi creare le proprie cartoline.

Quando arrivo giù nel seminterrato ci sono solo io, così tutti i volontari (che sono proprio quei signori che si vedono nella foto in fondo a questa pagina) seguono me.
Gli fa piacere parlare in giapponese con me, ed anch'io mi diverto tantissimo, uno mi racconta che è stato in Italia ed è andato anche ad Ancona a visitare la Fabriano, che è famosa anche qua, un altro scherza dicendo che è logico che parlo così bene, che il giapponese e l'italiano sono uguali!
Faccio la prima cartolina (ricavata dai cartoni del latte!), e mi chiedono se voglio farne un'altra, visto che non c'è nessuno. Nel tempo però che impiego a compilare il questionario di gradimento sul museo che mi hanno dato arrivano altre persone, di colpo mi ritrovo in fila, e anche i volontari adesso sono efficientissimi (non che prima non lo fossero, ma con una persona sola erano più rilassati...), tipo catena di montaggio.
Però restano gentilissimi e simpatici, non riesco a salutarli proprio tutti perché ora sono occupati, ma è stata una bella esperienza, sono contenta.

Esco da lì e mi dirigo verso l'ultima meta della giornata.

Riprendo la YamanoteSen per Shinjuku (in pratica ho fatto un giro completo di Tokyo), e da lì la ChuoSen, verso ovest. Voglio andare a vedere una mostra che chiude proprio oggi, ho visto il volantino e mi sembra molto bella.
Nelle stazioni, spostandomi tra una linea e l'altra, incontro un po' di cose carine.

(questo castello di carta girava!)

L'ultima mostra è il degno coronamento di questa giornata. Anche qui mi ci vuole un po' a individuare il museo che è al 6° o 7° piano di un grande magazzino, sono in un quartiere commerciale, e c'è il solito delirio sociale, amplificato dal giorno festivo, le commesse dei negozi di scarpe urlano, quello del negozio di occhiali rappa! (in giapponese, ovvio), e c'è tantissima gente.

Ma la mostra è splendida, piccola ma veramente splendida, supera tutte le mie aspettative. Lui si chiama Munakata Shino, ed è un altro artista famosissimo in Giappone. Ne rimango letteralmente folgorata!

Resto un po' qui a gustarmi le sue opere, e si fa l'ora di tornare verso casa.
Per finire degnamente il mio giro intorno a Tokyo, invece di tornare fino a Shinjuku taglio prendendo un'altra linea del treno, cambio a Shimokitazawa ed eccomi a Uehara.
(qui sono sconvolti dai giri che riesco a fare! ^___^)

E' stata una giornata splendida, benché piovesse (ma che m'importa, ho il trench viola!), e sono contentissima.
Per di più Kayoko ha fatto la Yakisoba, non mi ricordo più se ne avevo già parlato, in pratica sono spaghetti saltati alla piastra con le verdure e salse varie, ed è uno dei miei piatti preferiti qui, non ci poteva essere conclusione migliore a questo giorno...
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5月22日 ・ Ciliege

Oggi sono di nuovo casalinga, esco solo per accompagnare Kayoko a fare la spesa, che è sempre divertente.

Ed ecco infatti cosa vedo oggi al supermercato:
questa scatola di ciliege, confezionata come se fossero cioccolatini, 54 ciliege giapponesi perfettamente allineate, provenienti da un luogo molto famoso per la bontà delle sue ciliege, sia chiaro, al modico prezzo di... 36 euro.
Mi prendo piuttosto questa cosa qua, che è una via di mezzo tra un succo di frutta e una gelatina, è assurdo ma buono.
Ah, e poi un dorayaki.
Proprio una merenda simpatica, ora posso tornare a studiare...
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5月21日 ・ Marunochi, Museo Idemitsu

Oggi è caldissimo, siamo sui 30 gradi, per me comincia a essere dura.
Esco verso le 4, e ancora c'è questa cappa di calore di cui si sente tutto il peso addosso.
Vado a vedere un museo che non è vicinissimo, ma siccome non devo fare nessun cambio, lo posso raggiungere velocemente. E poi oggi che è venerdì, l'Idemitsu è aperto fino alle 7.

Sono nel quartiere di Marunochi, a ridosso del palazzo imperiale. Sono circondata da palazzoni di banche o uffici finanziari.
Lui non so chi è ma era simpatico. Oltretutto lì dentro doveva avere un caldo, poverino...

Proprio sotto la linea del treno, spunta una fila di localini che sembrano usciti direttamente da un vecchio film di Kurosawa.

Lì vicino c'è l'International Forum, un'altra struttura futuristica, centro congressi, sala concerto, sede di diversi eventi ed anche di un paio di musei.



Torno sui miei passi e finalmente trovo il museo che sto cercando, nascosto al settimo piano di un palazzo proprio accanto al Teatro Imperiale.

La mostra non è che mi piaccia tantissimo, in compenso quando esco dalla sala delle esposizioni temporanee mi trovo in uno spazio bellissimo.

Ci sono una serie di finestrone rivolte verso i giardini del palazzo imperiale, da cui entra la luce calda della sera.
Su quel lato c'è una stanza da té perfettamente ricostruita, e poi c'è una stanza piena di cassettiere. Su ogni cassettiera c'è un vetrina con esposti frammenti di ceramiche provenienti da tutta l'Asia, fino all'Egitto. Ma tutti i cassetti si possono aprire, e dentro ci sono altri frammenti. Si può velocemente ripercorrere tutta la storia della decorazione ceramica, in particolare per quanto riguarda la Cina e il Giappone. E i frammenti scelti sono tutti splendidi.
Chiunque abbia progettato questo allestimento è un genio, è veramente divertente stare lì ad aprire tutti i cassetti, ogni volta è una sorpresa.

Faccio il pieno di bei colori e motivi, prendo un té (gratis) dal distributore automatico (si può scegliere se prenderlo caldo o freddo, verde o Olong o Kugicha) e mi siedo su una delle poltroncine rivolte verso il tramonto.
Ci sono diverse persone, e mi sembra di capire che per molte di loro non è la prima volta che vengono qui il venerdì sera a godersi la vista.
(ah, quasi dimenticavo, tutto questo con un maggiordomo in guanti bianchi che gira per vedere se è tutto a posto)

Un po' a malincuore è l'ora di andarsene, giù al Teatro Imperiale danno questo dramma.
L'avete riconosciuto? La figura vestita di nero con il candeliere in mano dovrebbe darvi un indizio... Ebbene si, si tratta di "Rebecca la prima moglie".
Mentre entravo nell'ascensore per il museo ho visto uscire diverse signore col kimono (verosimilmente piuttosto ricche) dalla rappresentazione pomeridiana, in un corridoio di inservienti che si inchinavano ringraziando.
E questo è uno dei prossimi drammi in programma. Il cartello recita "Erizabetto", eh si, non si direbbe ma si tratta di un dramma storico sulla Elisabetta regina d'Inghilterra, perché gli uomini abbiano i capelli lunghi e siano vestiti a quel modo, come al solito non me lo domandate, tolte le due figure femminili centrali, più che un programma da Teatro Imperiale non sembrerebbe il manifesto del concerto di qualche gruppo assurdo?
Beh, dopo avere visto questo, è proprio ora di rientrare...
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5月20日

Di nuovo una giornata di faccende e di studio...

5月19日 ・ Ebisu, museo Yamatane, museo Okura, museo della Fotografia, Opera Art City Gallery

Ieri mi sono organizzata un bel giro di mostre da vedere, dove appunto per organizzare s'intende trovare un incrocio di linee che permetta di non perdere troppo tempo negli spostamenti.

Per prima cosa vado a Shinjuku, e da lì con la YamanoteSen (che è la linea del treno che fa il giro di Tokyo, e che mi piace molto, anche se purtroppo è sempre un po' affollata, specialmente stamani che sono partita in un orario che è ancora di punta) arrivo a Ebisu.

E' un quartiere residenziale, ma ha qualche punto interessante.

I polipi sono molto popolari in questa zona...

Dopo un giretto a piedi, (lungo il quale incontro anche un David di Michelangelo di bronzo quasi a grandezza naturale) arrivo alla mia destinazione, il museo d'arte Yamatane.
C'è questa mostra su un pittore che non conoscevo, Okumura Togyu, che invece qui è molto famoso (infatti è piuttosto pieno). E' un pittore del '900, di quelli che hanno continuato a lavorare in seno alla tradizione, e in particolare i dipinti su seta e quelli col fondo dorato mi colpiscono molto. Una bella scoperta.

Faccio una sosta in un negozietto proprio carino che trovo lungo la strada per la stazione (dove senz'altro tornerò prima di tornare a casa) e dalla stazione di Ebisu prendo la metro per la mia destinazione successiva, il museo Okura.
Ho cambiato completamente quartiere, sono nei pressi della Tokyo tower, qui sono circondata da grattacieli di uffici, è giusto l'ora di pranzo, e ci sono schiere di impiegati in giro per mangiare qualcosa.
Il palazzo è interessante, ma la mostra non lo è poi così tanto.

Così torno a Ebisu e camminando per un lungo corridoio coperto (nel frattempo ha cominciato a piovere, e così oggi non fa più così caldo, meno male...) mi dirigo verso il Museo della Fotografia, che si trova alla fine di un altro labirintico grande magazzino, forse questo anche un po' più assurdo del solito (e sinceramente, aldilà di tutto il lusso, molto più brutto e triste degli altri che ho visto)...

(questo non è il museo della fotografia, quello è qui sulla destra in un palazzo moderno, non chiedetemi che cos'è, e soprattutto cosa ci faccia qui in mezzo un edificio di questo genere)

Vedo una mostra di foto di Samurai, interessante anche se un po' piccola, torno alla stazione di Ebisu, e da lì a Shinjuku.

A Shinjuku stavolta trovo subito la direzione giusta, ma per arrivare alla linea che voglio prendere cammino comunque mezz'ora sotto terra, è impressionante, è una vera e propria città sotterranea, c'è di tutto, té, qualsiasi tipo di cibo, vestiti, anche un negozio di kimono.

Ah, c'è anche una stazione dove donare il sangue (la mascotte con le orecchie a gocciolina è geniale!).

Finalmente arrivo alla mia linea, e a una sola fermata di distanza (che se non pioveva forse facevo prima ad andarci a piedi, forse...) trovo l'Opera City. Qui c'è anche una galleria d'arte, dove vedo la mostra su InokumaSan, un altro artista che non conoscevo e che ho scoperto tramite uno dei volantini che ho raccattato in giro da qualche parte (sembra una caccia al tesoro!).
Questa è la mostra che mi piace di più dell'intera giornata, sia come opere che come allestimento.

Riprendo la metro fino a Shinjuku, poi di nuovo il treno, e tutta soddisfatta del giro compiuto eccomi a casa, appena un po' in ritardo per la cena.
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