sabato 8 maggio 2010

5月3日 ・ Ookurayama

Oggi andiamo a Ookurayama, a mezz'ora di treno da Tokyo, in direzione di Yokohama.
Siamo invitati da una coppia, degli amici di Regula e Kaspar.

A un palazzo in stile occidentale (set di diversi film e serie tv, a quanto ho capito) sono appesi questi Koinobori dipinti a mano.

Gli amici di Regula e Kaspar hanno vissuto parecchio tempo in Germania, dove lui lavorava, poi sono tornati in Giappone e si sono costruiti questa casa splendida (in stile giapponese ma con legno tedesco).

Chi mi ha detto "Vedrai come torni dimagrita dal Giappone" non sapeva quello che diceva! Mangiamo la soba, gli spaghetti di grano saraceno, fino a che tutti sono strapieni. A questo punto usciamo a fare una passeggiata con la moglie, mentre il marito inizia i preparativi per fare gli Okonomiyaki.

Ad Ookurayama c'è tantissimo verde, passiamo attraverso un parco che ha dei ciliegi enormi, purtroppo non più in fiore.
Sulla strada visitiamo questo tempio.










Di nuovo nel parco...




Tornati a casa, mangiamo gli Okonomiyaki preparati da lui, anche questi in abbondanza. Sono circa le 5.30.

Restiamo a tavola a chiaccherare, la conversazione è interessante, e verso le 7 di sera, esce fuori anche un dolce di cioccolato, servito insieme al caffellatte con la schiuma.

Ci accompagnano per un pezzo verso la stazione, non prima di averci dato un pezzo del dolce da portare a casa, ed un mazzo dei fiori del giardino, fatto con tutte le erbe profumate.
Hontoni tanoshikute, ureshikatta!
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5月2日 ・ Ikenoue, Todai, Mingeikan

La giornata inizia nel migliore dei modi, faccio la prima colazione in stile giapponese.
Tè verde, riso, pesce arrostito, quella cosa rosa credo che siano uova di qualche cosa, e spicchi d'aglio marinati con gli umeboshi. Sugoi!
Kayoko dice che sono la prima straniera che ha in casa che gli mangia il pesce a colazione.
In linea generale, per colazione si mangia quello che c'è, come gli avanzi della sera prima, ma anche pane e formaggio e via dicendo, ma di solito non cose dolci.
Come posso non trovarmi bene in un paese dove ti capita di mangiare la zuppa di miso con le cipolle di prima mattina!

E' una giornata splendida. Il mio piano è di fare una passeggiata fino a Shimokitazawa, che è un quartiere qui vicino che sono curiosa di vedere, e ci posso arrivare a piedi.

Subito fuori di casa.

E' domenica, ma alla scuola elementare i bambini giocano a baseball.

Continuo a fare strani incontri...

La vetrina di un ristorante, con le riproduzioni in cera dei cibi, per vedere prima che aspetto ha quello che ordini.


Sono nel quartiere di Ikenoue, mi piace molto questa zona.

Ah, l'elefantino della sicurezza! Voi non vi sentireste protetti da questo elefantino?

Passi per una strada come questa, giri l'angolo...

...e così dal niente spunta questo, nascosto in un vicolo, come una delle nostre marginette.

Poco più lontano c'è questo torii, seminascosto tra le case.

Questa è un'altra delle sorprese della passeggiata, non c'è nessuno a cui chiedere cos'è.

Questo è un punto di raccolta della spazzatura, non ci sono cassonetti in Giappone, si portano fuori i sacchetti nei giorni giusti, rigorosamente la mattina tra le 8 e le 9.

Continuo a incontrare delle cose belle, in maniera del tutto casuale...






Quando arrivo a Shimokitazawa, beh, quel quartiere non mi piace. Così prendo il treno e scendo alla Todai, dove gli studenti stanno giocando a tennis e a lacrosse.

Tutto intorno ai campi sportivi ci sono questi alberi di ciliegio ancora in fiore. Kayoko mi ha spiegato che questi veramente non sono i ciliegi che piacciono ai giapponesi. Quelli dell'Hanami sono i Somei Yoshino, bianchi e con solo 5 petali.

Beh, capisco ma a me neanche questi sembrano poi così male...



Lì vicino c'è il Mingeikan, un museo che vale la pena di vedere anche solo per l'edificio stesso.

Per entrare ci si toglie le scarpe, perché tutti i pavimenti sono in legno. Si può stare in calzini o prendere un paio di ciabatte a disposizione dei visitatori. C'è una mostra di arte Coreana, molto bella.



L'ultima foto del giorno è ad un altro tombino e alle mie scarpe, c'è ancora molto da camminare in questa città...

5月1日 ・ Koinobori

Oggi sono un po' stanca, ho tante cose da sistemare e devo studiare un po' (andando in giro per Tokyo, mi sento un po' come un'analfabeta, è una sensazione molto strana non poter leggere tante cose, e questo è un grande stimolo a imparare più kanji).

Nel pomeriggio accompagno Kayoko a fare la spesa. Facciamo una passeggiata fino alla libreria della Todai, e lungo la strada vedo i primi Koinobori, speravo proprio di trovarli, sono contentissima.


A fare la spesa andiamo a Shibuya, dove c'è un supermercato (sotto terra anche questo) dove ci sono i prodotti di prima scelta.
Sulla scala mobile veniamo accolte da questo micio.


Il pesce a sinistra, la carne a destra.


La zona del pesce è incredibile. Non solo per la quantità e la varietà della roba che c'è, ma anche perché i commessi urlano il benvenuto ai clienti invitandoli all'acquisto delle offerte del giorno.

Riesco a fare solo un paio di foto, troppo affollato, troppa confusione e ci sono troppe cose da vedere (e poi mi imbarazza fotografare la gente che sta lavorando, anche se c'era un signore a vendere il pesce, dove Kayoko ha comprato i calamari, che aveva il fazzoletto arrotolato intorno alla fronte come si vede nei cartoni animati, fantastico!), ma riesco a fare una piccola registrazione audio, così per darvi un'idea dell'atmosfera...




Anche qui hanno messo i Koinobori per la Festa del Bambino.

venerdì 7 maggio 2010

4月30日 ・ Roppongi

Stamattina ho in programma di andare a vedere una mostra di ceramiche con Regula e Kaspar.
Anche loro sono ospiti di Kayoko; una trentina d'anni fa hanno vissuto proprio qui a Uehara, e lei faceva da baby-sitter ai loro bambini.

Ma prima, visto che sono già pronta, esco a fare una passeggiata, da sola, così vediamo se mi orizzonto.

E poi così posso fare alcune foto che con Kayoko mi torna un po' male, mi prende in giro...
Per esempio, guardate come sono belli i tombini di Tokyo!


La strada dove abitiamo (oggi finalmente è una bella giornata di sole!).


Il murales della stazione, che illustra una leggenda su questo quartiere (o almeno così ho capito...).


Queste stradine che mi piacciono tanto (mi ricordano i film di Ozu).


Un altro personaggino che non ha bisogno di spiegazioni (fotografato di nascosto, era troppo carino!)


Con Regula e Kaspar andiamo a vedere la retrospettiva su Lucie Rie, a The National Art Center.
La mostra è molto bella, ben esposta, e mi piace molto. Non conoscevo quest'artista, ma è anche vero che non ne so molto di ceramica, pare che sia stata un personaggio molto importante.

Il museo è un altro di questi palazzi futuristici dalla forma stranissima, ci sono altre cose interessanti ai piani superiori, e al piano sotterraneo c'è un negozio di souvenir/oggetti di design/libreria dove mi perdo un po'.
Vorrei comprare solo un libro, che è per bambini ma spiega bene i vari registri della lingua, ovvero come ci siano parole diverse per indicare le stesse cose, a seconda di chi le dice e a chi. Ma la commessa alla cassa è così carina che finisco per comprare anche un pacchettino di caramelline tradizionali stampate una ad una... Il primo souvenir da portare a casa.

Compro anche il GruttoPass, un carnet di biglietti, molti gratuiti, alcuni solo ridotti, valido per l'ingresso a 70 musei di Tokyo!

Uno è qui vicino, e quindi mi dirigo verso RoppongiHills.
Lungo la strada incontro questo posto...

Al 53° piano della Mori Tower (10 secondi circa di ascensore...), c'è il Mori Art Museum.
Confesso che più che altro sono venuta per vedere la vista di Tokyo dall'alto (che invece non mi piace più di tanto...), perché di solito io e l'arte contemporanea non andiamo molto d'accordo, invece anche questa esposizione si rivela molto interessante.


Teruya Yuken

These photographs are licensed under "Creative Commons Attribution-Noncommercial-NoDerivative Works 2.1 Japan"

Anche qui quando si scende c'è un art-shop, anche questo molto interessante, e anche qui mi resta attaccato fra le mani un libricino, una piccola guida ai posti particolari di Tokyo, scelti da 67 persone che ci abitano.

Faccio un giro dentro il depaato, anche questo è un edificio moderno, ed è un po' come un labirinto, ha una pianta irregolare, diversa tra i vari piani, con ponti per passare da un lato all'altro, gallerie, scale irregolari (con la voce registrata che ti avverte di fare attenzione ai gradini perché non sono tutti perfettamente della stessa altezza!), e qualche cascatella...



Quando sto per rientrare sottoterra per prendere la metro verso casa, vedo una libreria poco lontano ed entro per cercare l'atlante di Tokyo, perché le cartine turistiche che ho non sono precise (d'altra parte la città è enorme, e per farla entrare in un solo foglio è necessario un certo grado di approssimazione...) ed io ho bisogno di qualcosa di diverso per poter girare a piedi come piace a me.
La libreria ha libri e riviste che mi interessano, e quindi mi fermo un po', anche i commessi sono molto gentili.
Oggi ho parlato abbastanza giapponese e sono molto contenta, ma sono anche distrutta e finisco per fare un po' di confusione sulla metro. Ma mi rendo subito conto dello sbaglio e con un giro un po' complicato (3 cambi!) riesco ad arrivare a casa, dove sono un po' preoccupati, visto che era il mio primo giorno da sola in giro per la città.

A cena usciamo per andare a mangiare la Soba, gli spaghetti di grano saraceno.


Mi trattengo dal fotografare quello che mangiamo solo per non infastidire gli altri, perché trattandosi di cibo giapponese, oltre che buono è anche bello.
Anche solo la miriade di piattini e ciotole in cui viene servito fa bella figura...
Regula-san, Kaspar-san, Gochiso-sama deshita!
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4月29日 ・ Il No, Shibuya, Omotesando, Shinjuku

Anche oggi è una giornata di adattamento e commissioni varie.
Ma prima, Kayoko mi accompagna a vedere un po' di teatro No a Shibuya.

Purtroppo non si tratta di uno spettacolo vero e proprio, e quindi è senza maschere e costumi. Ed è un vero peccato: la sera prima la mamma di Kayoko ci ha fatto vedere un libro con le foto, e sono stupendi. Ma d'altra parte l'ingresso è gratuito, e visto che di solito questo tipo di spettacolo è piuttosto costoso, è una buona occasione per sentire la musica, ed avere un'idea di com'è.

Poi, in un negozio di elettronica di non so bene più quanti piani, andiamo alla ricerca di un adattatore per la corrente, che ho finito la batteria del portatile e le prese giapponesi sono diverse!
E poi scendiamo al secondo piano sotto terra della metropolitana, che è anche il secondo piano sotto terra di una libreria dove cerco un paio di libri per prepararmi all'esame.

Dopodiché, Kayoko mi chiede se ho voglia di fare una passeggiata a Omotesando.
Omotesando è un po' il viale "chic" di Tokyo, è alberato e i palazzi, che ospitano negozi di grandi firme, di quelli che uno non si avvicina neanche per guardare i prezzi, sono tutti modernissimi, sembra di essere nel futuro.

Questo è un esempio, Omotesando Hills, un depaarto (grande magazzino), ricavato ristrutturando un vecchio condominio, progettato per dare l'idea di essere dentro a una nave (e infatti fuori della facciata scorre piccolo corso d'acqua, a mo' di fossato...).

Dentro ci sono negozi, caffé, ristoranti, ma anche piccole gallerie d'arte contemporanea.

Passeggiamo un po', guardiamo una mostra di ceramiche in una galleria lì vicino, ma sta diventando sempre più affollato, è festa e ci sono tantissime persone in giro.
E quindi rientriamo, anche perché stasera a cena andiamo fuori tutti insieme, è la mamma di Kayoko che vuole offrire.

Ci porta in un ristorantino cinese a Shinjuku (sotto la stazione, c'è tutto un mondo sotterraneo lì...) dove si trova spesso con le sue amiche.
Per me la cena è sconvolgente, è tutto squisito, non ha niente a che vedere con le cose preconfezionate al gusto omogeneo di glutammato che ci propinano in Italia.
Mi sono raccomandata con Kayoko che provi un ristorante cinese in Italia quando ci torna, così proprio per curiosità, perché altrimenti non si può rendere conto...
Oishikatta!
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