giovedì 10 giugno 2010

5月30日 ・ Kyoto

Prima delle 7 sono già alla stazione di Kyoto.
Sono partita ieri sera alle 23.10 da Shinjuku, con lo zaino preparato la mattina (il pomeriggio saremmo dovute andate a vedere il Nō all'aperto ma ha piovuto, così mi sono riposata).
Ho avuto un momento di panico perché quando sono arrivata col treno a Shinjuku, ho preso sovrappensiero esattamente l'uscita opposta a quella da dove sarei dovuta sbucare, e mi sono trovata in un posto dove non ero mai stata, e pure piuttosto vivace (tra l'altro è la prima volta che vedo quelli che leggono le mani a Tokyo). Rientro da dove sono uscita, sbuco dall'altra parte della stazione e finalmente mi imbarco per Kyoto.

Kayoko arriverà in mattinata con lo Shinkansen (due ore di viaggio contro le mie quasi 8...), e nel frattempo io mi sono organizzata per fare una passeggiata.
A due fermate di treno dalla stazione centrale, a Fushimi, c'è un tempio shinto dedicato a Inari, e c'è tutto un sentiero sulla collina lì dietro con un corridoio di Tori che attraversa il bosco.








Dopo un'oretta di cammino, mi fermo a fare colazione. Mi sono portata dietro questi yogurt per bambini (sia nella taglia che nel sapore) che ha portato dall'asilo la figlia di Kayoko, che è insegnante.

Questa è una specie di gelatina di pesca, veramente strana. Però il maialino è troppo simpatico!
Riprendo il percorso, ho circa un'altra ora e mezzo di cammino.
Mano mano che mi allontano dalla città, l'atmosfera diventa sempre più incredibile.









A uno degli innumerevoli altari che trovo lungo il percorso, incontro anche questi mici, che però non si lasciano avvicinare.





Sono arrivata in fondo alla collina.
Subito fuori dal bosco c'è un quartiere residenziale della città (con case bellissime!) e da qui in un quarto d'ora raggiungo il Tofuku-ji, dove ho appuntamento con Kayoko alle 10.30, sotto il Sammon.
Sono un po' in anticipo così ne approfitto per darmi una rinfrescata e cambiarmi la maglietta nel bagno (ce n'è bisogno). Nel frattempo ho anche sperimentato il primo caffé in lattina, che ho preso a un distributore automatico al posto del té, e sorprendentemente è buonissimo.

Ci sono tantissime scuole in gita, alcune classi mi salutano. Ascolto la spiegazione di una delle guide che mi fa notare il drago sul soffitto dell'Hondo.
Quando arriva Kayoko, visitiamo il giardino.



Lei invece dello zaino ha un trolley, ed è scomodissimo visitare questo posto con quello. In più per vedere il giardino secco dovremmo pagare di nuovo, così mi dice che tanto ne vedremo molti altri durante i nostri due giorni qui, e mi propone piuttosto di andare a lasciare i bagagli al ryokan dove alloggeremo.
Kyoto è molto diversa da Tokyo, ed è anche molto diversa da come me la immaginavo. Visto che è una città molto antica, con tantissimi templi, mi aspettavo ci fosse un "centro storico", circondato poi dalla città moderna. Invece è un po' l'opposto: ci sono si quartieri vecchi anche nella zona centrale, ma i numerosi templi sono tutti alle pendici delle montagne che circondano la piana dove si stende quella che oggi è una metropoli. Dovevano essere completamente circondati dal verde un tempo, lo sono ancora solo sul lato verso le montagne.
In più, i templi anche quando sono vicini distano tra loro anche un paio di chilometri.
E praticamente non c'è metropolitana, bisogna usare gli autobus (che però risentono del traffico).

Per tutti questi motivi sono giorni che Kayoko, che conosce benissimo la città, organizza piani e programmi, ha fatto una selezione dei posti più belli da vedere ed abbiamo una scaletta strettissima, eccola che cammina spedita davanti a me, mentre io rimango indietro a vedere questo e quello...

Oggi ci dedicheremo ai templi nella zona nord-est della città.
Prima di cominciare, ci sediamo un attimo in questo localino lungo la strada per il primo tempio in programma, e poiché è piuttosto caldo, mi mangio questo Kakigori (granita) al té verde (con fagioli rossi).

Il primo tempio sulla lista è il Ginkakuji.
Nel cortile d'ingresso questo signore sta lavorando a fare le strisce di sabbia.
Entriamo nel giardino, che più che un giardino sembra un parco, è enorme...



Salendo un po' sul monte dietro al tempio, si può vedere la piana di Kyoto.


Usciamo dal Ginkakuji e ci dirigiamo al secondo tempio di oggi, che è a un paio di chilometri. Ma c'è un bel sentiero alberato che passa accanto a un corso d'acqua, così andiamo a piedi (ma sempre a passo di marcia!).
Come al solito resto un po' indietro, ma come si fa a non distrarsi quando si incontrano degli orsi per la strada?


C'è anche un micetto, ma pure questo non è molto socievole e se ne va via lungo il tetto azzurro.


Arriviamo al secondo tempio in programma, l'Eikando Zenrin-ji.

Camminiamo lungo queste piattaforme e corridoi esterni di legno, circondate di nuovo da un giardino splendido.
Qui si fa scendere lentamente l'acqua nel pozzo con una specie di ramaiolo. Il suono delle gocce che cadono in profondità è simile a quello di uno strumento musicale (ascoltatelo qui, il suono del Suikinkutsu).




Uscite di qui, andiamo al Nanzen-ji Sanmon, dove possiamo salire sopra.

E da lì allo Shorenin, che fuori dall'ingresso ha questi due alberi meravigliosi.







In questa stanza, sedute a contemplare il giardino, ci riposiamo un po'. In realtà non sarei neanche stanca, ma a questo punto ho fame (come direbbe la mia mamma, in fondo una granita è acqua...).


Così uscite da qua, anche se ormai è pomeriggio e non manca tanto prima della cena (che verrà servita alle 6), cerchiamo qualcosina da mangiare. Un paio di onigiri presi a un combini (abbreviazione di convenient store) di fronte a questa casa un po' strana, che mi piace tantissimo (chissà che cos'era...), basteranno ad affrontare l'ultima tappa di oggi.
Prendiamo un autobus, ed arriviamo al Kiyomizu.






E da qui siamo abbastanza vicine al ryokan, rientriamo, la cena è servita presto e tanto tutti i templi tra le 4.30 e le 5 chiudono, questo era l'unico a stare aperto un poco di più... E come primo giorno, beh mi sembra che non c'è male!

Questa è la nostra stanza, ovviamente le scarpe si lasciano nell'ingresso, nei corridoi si cammina con le ciabatte del ryokan, e nelle stanze, dove sono i tatami, scalzi. Nei gabinetti invece ci sono delle altre ciabatte, che servono solo per i gabinetti.
Nella camera troviamo i futon, gli asciugamani, gli yukata da usare come accappatoi e/o pigiami, e tutto il necessario per fare il té.
A questo punto la stanchezza si fa sentire, dopo tutto ho dormito 6 ore in autobus, e poi mi è tornata la fame. Così quando a cena trovo tutti questi bocconcini serviti in tanti piccoli piattini, beh mi prende un po' la disperazione, è tutto molto bello, ma io ho FAME, come faccio a sfamarmi con questi assaggini?

Ma questo è uno dei grandi misteri della cucina giapponese, quando ho finito (con l'aggiunta di due tazze di riso, ogni tavolo ha il suo contenitore da cui attingere) sono sazia. Ed era tutto buonissimo.

Un bel bagno, e poi, anche se sono solo le 8, per me è proprio il momento di dormire (come i bambini, commenta Kayoko).
Ma, a parte il fatto che sono cotta, so che anche il programma di domani sarà molto intenso, la colazione è alle 8, e 10/11 ore di sonno sono proprio quello che mi ci vuole.
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5 commenti:

Ila ha detto...

Bentornata!
Mi mancavi...

Ila

Susanna Selici ha detto...

Grazie Ila ^____^

lucia ha detto...

ma che belle quelle volpine di carta!
ma le vendono così con diverse espressioni... la triste la allegra la dentona...hanno un significato le espressioni?

Susanna Selici ha detto...

Lucia, sono di legno, non di carta (particolare importante visto che sono lasciate all'aperto). Chi le compra ci scrive dietro un desiderio e le appende a queste bacheche, credo che una volta all'anno poi vengano bruciate.
E le facce sono disegnate da chi le compra, in origine hanno solo le orecchie e le sopracciglia.

Dani ha detto...

Susi questo tuo diario è bellissimo ... nelle tue foto c'è tutto il mondo di Miyazaki e persino i tuoi schizzi sembrano esserne influenzati ... grazie perchè condividi questo tuo viaggio mitico!
Sono diverse pagine che vorrei chiederti se sai il perchè quelle statuine col muso di volpe hanno strati di bavaglini, in alcune foto precedenti ne avevano proprio di quelli dei bambini ....

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