giovedì 27 maggio 2010

5月27日 ・ YakisobaPan

Stamattina sono di pulizie (anche questo ogni tanto è necessario...).

Nel pomeriggio arrivo qui vicino fino a Lawson per comprare il biglietto per andare a visitare il museo Ghibli (praticamente con 3 settimane di anticipo, molto giapponese...)

Di solito a colazione mangio cose tipo riso, pesce, aglio con l'umeboshi, cetrioli, uova strapazzate con le fave, zuppa di miso e alghe varie, praticamente è un po' come fare un pranzo anticipato, e di conseguenza all'ora di pranzo non ho per niente fame, ma stamattina ho mangiato il tiramisù col caffé, e dentro Lawson vedo una cosa che non posso non provare: il mitico panino con la Yakisoba!
Un panino ripieno di spaghetti, cosa ci può essere di più fantastico?
E' buonissimo! Tra l'altro è uscito di nuovo il sole, e quindi passeggio tutta soddisfatta mangiando il mio panino. Un'altra cosa di vita quotidiana che adoro del Giappone: le macchinette automatiche per le bevande. A qualsiasi ora, praticamente in qualsiasi luogo, non c'è mai il rischio di rimanere con la sete. Se posso preferisco andare in un negozio, almeno scambio due parole, ma come chi mi conosce sa bene io bevo tantissimo, specialmente quando arriva il caldo ma non solo, e quindi mi è capitato di usarle piuttosto spesso.
C'è l'acqua, l'acqua vitaminizzata, l'acqua fruttata (una specie di succo di frutta molto diluito), il caffé in barattolo (caldo o freddo), e soprattutto il té.

Questa è la mia collezione di bottiglie, ne mancano 2 o 3 che ho già buttato, peccato, ho deciso da qui in avanti di tenere almeno le etichette. Sono tutti té verdi di vari tipi (gli appassionati noteranno il Genmaicha, la seconda bottiglia da destra), a parte la seconda bottiglia da sinistra che è un Olong, e sono tutti rigorosamente SENZA ZUCCHERO, come deve essere (non come il té verde zuccherato che si trova da noi, disgustoso >_< ). Io adoro il té, anche in questo devo dire che sono nel mio centro qua, e così freddo senza zucchero tra le altre cose lo trovo veramente super dissetante.
Come scelgo? Assolutamente a caso, anzi ormai cerco di prendere ogni volta qualcosa di diverso, tanto sono tutti buoni. Il prezzo si aggira sui 120-130 yen, ma a volte ci sono gli sconti, una bottiglia 100 yen (circa 90 centesimi). Sugoi ne?
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5 commenti:

Anonimo ha detto...

Forse forse hai ragione, per ora la palma della cosa PIU' mitica la vince questo incredibile e, penso, gustosissimo panino.....
Massimo

Ila ha detto...

Ciao Susi!!!

Ila

lucia ha detto...

Susi.. visto che sono curiosa... volevo chiederti : costa molto stare lì?.. tu sei in famiglia? quanto costa una stanza?... e per un illustratrore-artista italiano come è il mercato e l'ospitalità? snobbano?
ciao e grazie

Susanna Selici ha detto...

Lucia, la domanda è di difficile risposta.
A parte il fatto che in questo momento il cambio è disastroso, il costo della vita qui dipende moltissimo da quanto uno è capace di adattarsi (e anche dallo stile di vita, ovviamente).

Se uno si adatta, no non costa tanto. Per esempio, per mangiare, con 3-4 euro uno si prende un bento che è un pasto completo, con 1 euro il panino ripieno di soba, con meno di un euro un piatto di ramen istantanei, tutte cose che riempiono la pancia.
Alcune cose, come i libri, i pennelli, la carta, il té, il pesce, costano molto meno che in Italia. Altre cose, come il cinema, il caffé, il pane, la carne, la maggior parte della verdura, la frutta, molto di più. Tante cose, penso più che altro a quello che serve per la vita quotidiana, più o meno siamo lì.

Spostarsi in città può diventare costoso se uno non sta un po' attento, d'altra parte i mezzi sono necessari, viste le distanze (ed efficientissimi).

Ho l'incommensurabile e impagabile fortuna di essere ospitata, quindi per i prezzi delle stanze non so troppo bene, ti puoi fare un'idea però cercando su internet Sakura House.
Di solito, più una casa è in centro, più costa, ma anche essere vicino a una stazione costa (in genere si cerca un appartamento non importa quanto vicino al lavoro, basta che sia sulla linea per andarci, senza cambi).
Le stanze e/o gli appartamenti dai prezzi abbordabili sono di solito molto piccoli, sono famosi per questo.

Per quanto riguarda l'illustrazione, il mercato è immenso, qui vedi illustrazioni dappertutto, e non ci sono problemi a priori verso gli illustratori stranieri (ho trovato dei bandi di concorso -che qui sono molto seri e rappresentano davvero una buona possibilità di pubblicare- e la nazionalità non ha la minima importanza), ma è necessario sapere la lingua (infatti, benché fossero aperti a tutti, questi bandi erano solo in giapponese!). Che so, a Bologna ci sono la Kodansha e la Gakken che ricevono e hanno l'interprete, ma se vuoi lavorare qui, per altre case editrici, riviste, pubblicità, manifesti, gadget, packaging, etc. solo con l'inglese secondo me ti chiudi così a occhio e croce almeno il 95% delle porte.
Se poi ci siano agenzie a fare da tramite, questo non so, non ne ho mai sentito parlare. In generale mi sembra che lavorino tutti come freelance. So di una agenzia che rappresenta qui alcuni famosi illustratori francesi, ma è un po' un altro discorso...

Poi c'è anche da dire che il mercato è grande, ma ci sono anche tanti illustratori, quindi alla fin fine, è dura comunque. Così mi diceva anche una delle ragazze che ho conosciuto allo Sketchcrawl, che lavora appunto come illustratrice.

Spero di averti risposto, più o meno questa è un po' l'idea che mi sono fatta, più di questo non saprei cosa dirti...

lucia ha detto...

grazie Susi.. sei stata molto esauriente... per l'adattamento è vero : indispensabile ovunque per non essere salassati quindi immagino che sia veramente una qualità in questo caso
è molto illuminante il fatto della lingua.. immaginavo.. anche se pensavo che l'inglese fosse più diffuso

però penso che sia uno tra i paesi più interessanti oggi e in fase di ripresa economica..
sai, è meglio prepararsi e capire dove potersi rifugiare.. visto i tempi,,
per ora grazissime

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