martedì 18 maggio 2010

5月13日 ・ Hase, Kamakura, Enoshima

La mattina vengo svegliata da una sorpresa, cioè da Kayoko, che mi annuncia che siccome è una bella giornata e tira anche vento, è la giornata giusta per andare a Kamakura, se mi va. Ma certo che si!

Sul treno capisco perché è la giornata giusta:
si vede il monte Fuji! E' la prima volta da quando sono qua che riesco a vederlo. (e qui mi dovete credere sulla parola: un po' ancora dormo in piedi, e con il treno pieno delle ore mattutine, e la macchina fotografica nello zaino, quando sono riuscita a prenderla lui era di nuovo dietro a dei quartieri di palazzi, e purtroppo nel tempo che ci è voluto per arrivare al mare era già tornato a nascondersi tra la foschia...).

Da Fujisawa prendiamo l'Enoden, un piccolo treno locale molto caratteristico che collega questa città a Kamakura. Per la maggior parte del tempo la linea è a un solo binario e passa stretta stretta tra un corridoio di case. Il percorso è lungo il mare, si vedono i surfisti (l'altro motivo, oltre ai numerosi templi, per cui la zona è popolare).

Facciamo una prima tappa ad Hase, per visitare il tempio di Hasedera. Tutta la zona è molto popolare e visitata anche dagli stessi giapponesi, è un giorno feriale e quindi ci sono diversi gruppi di signore e signori un po' anziani e bambini in gita, col cappellino tutti uguale. Questa poi in particolare è una delle località più frequentate, è già affollato oggi, non oso immaginarmi come deve essere in un fine settimana, magari estivo...
Ma il giardino del tempio, che sale lungo una collina, è veramente molto bello.


Salendo, trovo queste piccole statue di Jizo con le fattezze di un bambino.
Per il sentiero che abbiamo preso infatti arriviamo poco dopo al Jizo-do, dove si prega per i bambini che non sono mai nati o che sono morti presto. Ognuna di queste piccole statue è l'offerta che è stata fatta da una famiglia che in un modo o in un altro ha finito per perdere un bambino.

Saliamo l'ultima rampa di scale e arriviamo al tempio principale.
C'è anche una terrazza con una splendida vista sul mare.





Saliamo ancora un po'. Le piante lungo l'ultimo tratto del giardino sono tutte ortensie, che fioriranno tra poco, e allora si che questo luogo sarà affollato. Qui si fanno le gite apposta per andare a vedere le fioriture (che vengono annunciate con tanto di articoli sul giornale, anche in prima pagina!), i fiori di giugno sono gli Iris e le Ortensie, e questo è uno dei siti più famosi per queste ultime.
Riscendiamo e ci incamminiamo verso l'uscita, questo posto è bellissimo ma abbiamo molte altre cose che vogliamo vedere oggi.



Prima di uscire troviamo un altro Jizo-bambino. E' molto popolare e tutti vanno ad accarezzargli la testa.


Usciamo e ci incamminiamo verso il Daibutsu. Lungo la strada vedo questi, che non hanno bisogno di commenti...


Arriviamo a destinazione. Kayoko non vuole pagare il biglietto per entrare, e quindi lo vediamo solo attraverso la staccionata (come ha detto la sua mamma poi a casa, da vicino deve essere un po' diverso, ma tanto ho già deciso di tornarci!).

Non è il Daibutsu più grande del Giappone, ma questo è considerato quello dal più alto valore artistico.

Torniamo sui nostri passi. Hase è piena di negozietti interessanti, si trovano gli Yukata e delle stoffe molto belle, la carta tradizionale e da origami, praticamente sono tutte botteghe di artigiani, e sembra anche a prezzi più moderati di quelli che uno potrebbe trovare a Tokyo.
Devo fare uno sforzo moooolto grosso per non comprare niente da questo negozio di Manekineko e di tutto un po' con immagini di gatti. Per ora. Ma Hase è proprio il posto giusto per venire a cercare le cose da portare a casa alla fine del viaggio.
Anche i fagioli sono diversi!
Torniamo alla stazione a riprendere il nostro trenino (questa è una delle 5 stazioni dove i binari si sdoppiano per consentire il traffico nelle due direzioni).
Arriviamo fino a Kamakura, il capolinea. Sul muro della stazione tra gli altri c'è questo poster disegnato dai bambini, com'è per loro viaggiare su questo treno. Bellissimo!
Alla stazione compriamo un bento di quelli già pronti, e poi prendiamo un autobus fino alla nostra prossima meta. Ma poiché non si può mangiare dentro il recinto dei templi, prima di entrare ci sediamo fuori a consumare il nostro pranzo. La confezione, come sempre, è molto carina.
Ecco come si presenta dentro, ancora più fosforescente che la sua fotografia (con i nostri cibi di solito succede il contrario...).
Cosa sono tutte queste cose? Alcune sono molto difficili a dirsi, anche per Kayoko! Quella cosa centrale bianca tonda con il contorno rosa è una specie di affettato di pesce, quella marrone liscia è la testa di un fungo, quella marroncina aveva una consistenza troppo strana per me (pensavo fosse riccio di mare) e l'ho passata a Kayoko, che ha avuto problemi a capire cosa fosse, io ancora non l'ho capito, ma la cosa più sconvolgente è quella cosa rosa fosforescente sulla destra, che è una specie di zucchero filato rosa, non mi chiedete qual'è la logica nel mettere dello zucchero filato rosa tra l'uovo strapazzato e il pesce crudo con le verdure sotto aceto, perché se ce n'è una mi sfugge un po'... (e pensare che avevo rifiutato di prendere gli involtini ripieno di riso dolce, che sono buoni si, ma per pranzo preferisco qualcosa di salato...). Mi resta uno strano sapore dolciastro in bocca, e mi rendo conto in tutta la sua pienezza di quanto sia fantastica la cucina di Kayoko e di come sono fortunata!

Comunque, le scatole vuote del bento finiremo per portarcele dietro tutto il giorno fino alla stazione dove le abbiamo comprate, i cestini della spazzatura in Giappone sono molto rari (eppure avete visto come sono puliti questi posti...), di solito ci sono i raccoglitori per le bottiglie di plastica e le lattine vicino alle macchinette che le vendono, e in uno di questi luoghi c'è tanto di cartello che più o meno recita: "Le scatole del Bento cortesemente riportatele indietro con voi, grazie".

Finita la pausa pranzo, finalmente entriamo nello Hokokuji, famoso per questo giardino.

Dovevo camminare con la bocca aperta come mia sorella! Ovviamente ci sono anche altre cose interessanti dentro questo giardino...

... ma questo bosco è incredibile. Sono così emozionata che metà delle foto mi vengono mosse o sfuocate (e solo oggi a casa mi sono accorta che i deficienti che scrivono il nome sugli alberi ci sono anche in Giappone).
Qui si vedono sia un germoglio che le piante più grandi che crescendo strappan0 il "vestito" che le ricopriva da piccole. Questa veste al tatto è fantastica, è pelosa, sembra di accarezzare un animaletto.
Camminando su questo vialetto, arriviamo alla casa da Té, dove ci servono una bella tazza di Matcha, buonissimo (e mi toglie anche dalla bocca lo strano sapore dolciastro del bento).
E' tutto perfetto, c'è un'atmosfera di pace veramente magica, potrei stare qui seduta su questa panca di legno per ore, i bambù hanno un colore incredibile.

Alla fine ci smuoviamo e andiamo verso l'uscita, avevamo ancora alcuni templi in programma ma il tempo stringe, tra le 4 e le 5 chiude tutto.

Optiamo per lasciare perdere i templi più distanti dal punto dove ci troviamo, siamo vicine invece al Kamaguragu, un tempio shinto molto in stile cinese.

I pezzetti bianchi che vedete in terra non sono sassi, sono frammenti di piattini rotti. Uno può fare un'offerta, prendere uno di questi piattini bianchi, soffiarci dentro, e poi lanciarlo contro una di queste due pietre mandandolo in mille pezzi. Questo dovrebbe allontanare da sé le cose i brutti pensieri, la rabbia, i dispiaceri, etc...

Subito dopo questa macchina che distribuisce gli oMikugi fa quasi prendere un infarto a Kayoko, in pratica ci deve essere un meccanismo che si accorge del passaggio di una persona, e quando si è avvicinata il drago ha cominciato a danzare!

Siamo a uno dei capolinea degli autobus, c'è una mappa della zona, e vediamo che c'è un altro tempio lì vicino, dove neanche Kayoko è mai stata. Decidiamo di andare a vedere. La strada è tranquilla, e ogni tanto ci sono delle case veramente belle.

Quando arriviamo, troviamo questa scalinata d'accesso, dobbiamo salire.


Dai bambù intorno vengono fruscii come di animali.
All'ingresso del tempio c'è questa mappa del complesso, dalla foto non si vede bene, ma è dipinta!

Varchiamo la soglia e ci troviamo in questo giardino meraviglioso.
Io adoro i giardini lasciati un po' così come se apparentemente fossero incolti (anche se la mia mamma non mi capisce quando provo a spiegarglielo...) e con tutti i bei giardini che ho visto finora, questo è quello che mi è piaciuto di più. Anche Kayoko è molto colpita, inoltre siamo proprio al margine estremo della zona dei templi, e per questo motivo (e poi è quasi sera), non c'è nessun altro a parte noi...

Le catene che si vedono sono le grondaie. In inverno quando poi l'acqua gela, sono bellissime, mi dice Kayoko.
Nel giardino ci sono tantissimi ciliegi, tutti con i rami pendenti aiutati da questi sostegni.

Anche in fondo a questo giardino c'è un laghetto con una grotta, e chissà dove porta quel cancello sul sentiero che sale verso la montagna, ma fino a là non si può andare.



C'è anche la pergola con il glicine sotto cui sedersi a guardare il panorama.
Guardando verso la valle, questo è quello che si vede.

Un ultimo sguardo prima di riscendere a valle. Siamo consapevoli di avere trovato un posto veramente speciale.

A valle, quando stiamo per uscire dal recinto, scopriamo anche il responsabile dei fruscii che sentivamo prima.

Ma cosa vedo?!
Ci sono dei sentieri per camminare che partono proprio da qui! Oh gioia!
Ci tornerò senz'altro.

Tornando indietro, trovo un altro tombino per la mia collezione...

Riprendiamo l'autobus fino a Kamakura. Appena scendiamo c'è questo negozio di Katane.
(e no Nicola, non te la porta, ho visto i prezzi...)
Andiamo a visitare lo Tsurugaoka Hachimangu, il tempio principale di Kamakura.
Di fronte al tori di ingresso, aldilà dell'incrocio, c'è la strada principale di Kamakura, l'abbiamo percorsa tutta prima in autobus, tra una corsia e l'altra c'è questo viale alberato per i pedoni, e indovinate un po', sono ciliegi! (Kayoko mi assicura che è bellissimo durante la fioritura).
A uno dei due lati della strada c'è questa illustrazione gigante, la riproduzione del viale com'era un tempo...
Incamminandoci verso il tempio incontriamo uno scoiattolo piuttosto socievole. Piuttosto perché si è avvicinato alla mano di Kayoko, ma quando non ci ha trovato niente le ha dato un morsottino...
Ai due lati del viale d'accesso c'è un lago, sembra un quadro di Monet.

Sulla destra, andando verso il tempio principale, c'è un tempietto dedicato a Benzaiten, l'unica rappresentante femminile dei 7 dei della fortuna.



Accanto alla scalinata che conduce al tempio principale c'era questo millenario albero di Ginkgo, leggo che è stato estirpato da una tempesta proprio questo marzo. L'hanno potato molto basso, spero che ce la faccia!
E questi sono i figli.
Scendono due ragazze col kimono, una certa generazione aveva smesso di vestirsi così, ma ad alcune giovani di oggi piace, quindi è piuttosto facile vedere persone anziane che lo indossano, oppure ragazze giovani.

Dall'alto della scalinata si vede tutto il viale alberato di ciliegi che porta fino alla stazione.
E' l'ora delle pulizie, Kayoko dice che è la prima volta che ci vede così poca gente qui...
Quando scendiamo troviamo anche questi uccelli in posa sotto la pergola di glicine.


Ci riposiamo un po' lì, e poi ci tuffiamo tra le strade di Kamakura.
Piccolissimi geta portafortuna.

Andando verso la stazione, la seconda parallela del vialone principale è un quartiere commerciale molto vivace e pieno di negozi carini, alcuni molto particolari come questo.

Gatti e rane e cose color verde, mmmm....

Io avrei mangiato qui, come resistere a questa statua di micio?

E questo micione di pezza con la katana tutto abbigliato da Samurai? Non è strepitoso? Volevo rapirlo.

Poi ho dovuto fotografare questi perché assomigliano troppo ai tordelli. E infatti non c'entrano niente, sono dolci...
Vi prego di notare l'Ultraman che esce fuori dal piano superiore del negozio di giocattoli...


E alla fine della strada c'è questo negozio, qui non sono neanche entrata, non è (ancora) il momento di spendere.
Stiamo ancora cercando un posto dove mangiare, Kayoko è molto critica, io mi fido di lei e del suo gusto e mi piace questa passeggiata che stiamo facendo, nei pressi della stazione (dove finalmente possiamo tirare via le scatole del bento di oggi!), c'è questo ufficio con una fila di cagnolini peluche alla finestra.
E' un'agenzia immobiliare (ovvio, no?).

Alla fine entriamo in un ristorante al secondo o terzo piano di un edificio vicino alla stazione. Mangio gli udon freddi, sono contenta, spiego a Kayoko che io adoro gli spaghetti in ogni loro forma.
Lei ride perché per lei gli spaghetti sono quelli della cucina italiana e questi invece non lo sono, per me invece qualsiasi cosa a forma di spaghetto è un tipo di spaghetto, e quindi ramen, udon, soba, per me sono tutte varianti...

Prendiamo il nostro caro trenino per il ritorno, purtroppo è già notte e non si vede più niente.
A metà del nostro tragitto sale quella che sembra essere tutta una scuola superiore appena uscita, tutti con la divisa, il trenino diventa strapieno. E poi i ragazzi sono uguali da tutte le parti, e quindi un gran vociare, gli scherzi tra loro, dopo poche fermate Kayoko mi chiede se non è che ho voglia di scendere alla prossima e fare un pezzo a piedi e prendere un altro treno, non ne può più...
Così scendiamo, da una parte mi dispiace perché era divertente, cercavo di sentire i loro discorsi, che sono gli stessi di tutti i ragazzi del mondo ("ma l'hai baciata?"...), dall'altra sono contenta di fare una passeggiata.

Siamo a Enoshima, celebre località turistica, il posto da cui Kayoko sperava di poter vedere il Fuji stamattina, come nella celebre stampa di Hokusai. Mi chiede se voglio andare a vedere, probabilmente stava scherzando ma non ha ancora capito con chi ha a che fare, e infatti le dico di si.
C'è un ponte che collega la città moderna all'isoletta, andiamo a piedi. C'è una stradina principale che sale subito su verso al tempio, e ci sono tantissimi gatti.

Saliamo fino in cima, l'isola è davvero piccola, quando arriviamo lì siamo già al centro.



Non andiamo più avanti perché sarebbe inutile, l'isola è celebre per la sua vista, a quest'ora si vedono solo le luci sulla costa riflesse nel mare.

E per finire la giornata, trovo un altro tombino!
Si rientra a Tokyo, è stata davvero una giornata splendida, grazie Kayoko per avermi svegliato!
_

8 commenti:

Anonimo ha detto...

wow che giornata!
bellissime le foto ...ma poi l'aveva baciata ;)
ciao Susi, frà

Ila ha detto...

Io sono praticamente svenuta sulla sedia! Verde...
Che meravigliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!
Tutti quei bambù, tutte quelle statue...e quell'immensa statua vista tra le assi del cancello!!!
Chissà che energia!!!
Bellissimo!!!!

Susy, ma prima o poi ci fai vedere anche te e la famosa Kaioko in una foto? Mi è già simpatica!
Se verrà in Italia la scorteremo ovunque!

Un abbraccio folle!
Ila

Anonimo ha detto...

si si anche io mi associo ad Ila voglio una tua foto a testimonianza che sei veramente li ... e non a Pescaglia!
frà

Susanna Selici ha detto...

Beh certo, i famosi templi di Pescaglia...

E' in arrivo anche la foto di coppia, ce l'ho già!
Ora mi devo solo un po' abituare alla nuova temperatura, fino a 3/4 giorni fa in casa la sera mettevo il pile, oggi erano 30 gradi...
-______-

lucia ha detto...

ma quanto sono belli i Jizo tutti in fila!.. bellissimi tutti i giardini,veramente delle isole di pace!

Anonimo ha detto...

Maledetta, dovevi portare anche me! >.<
Il tuo povero nipote Nicola :)

Susanna Selici ha detto...

Sarebbe senz'altro stato meglio per il tuo naso, mi dicono... ^_____^

Ciao Nico, senti, ma se al posto della katana ti portassi un ombrello a forma di katana (nero, ovviamente)?

Anonimo ha detto...

Un ombrello a forma di katana?! DEv'essere fantastico! =)
Però mi devi portare anche "jump"!
Nicola =)

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